DOVE SIAMO
Poincicco, 1962. Foto di gruppo davanti al bar Masat della "Società Buoni Amici".
In piedi I^ fila da sx:
MAGGIORNO BIANCOLIN, AUGUSTO BRESCANCIN, ORIENTE BENVENUTO, ROMEO RINALDI, TONI STIVAL, GIOVANNI MOTTIN, MANTELLATO GIUSEPPE, MASCHERIN GINO, GASTONE MSCHERIN, SANDRE MARIO, AURELIO BERTOLO, ..., GIOVANNI CARINO, GIOVANNI DALL'AGNESE, ... .
In piedi II^ fila da sx:
TOMAELO NELLO, ERNESTO BIANCOLIN, ERNESTO RINALDI, GIANNINO MOTTIN, ERMINIO BIANCOLIN, MENOTTO GIOVANNI, ROSSET, ORTOLAN PIERINO, CARINO RICO, ROSSET DAVINO, DA RE ANTONIO.
Accosciati da sx:
VITTORIO MENOTTO, ARMADO BIANCOLIN, CANCIAN MARIO, GIORGIO BERTOLO, RINO MASAR con il figlio MAURO, PITTON BRUNO, ROBERTO MOTTIN, GIUSEPPE DALL'AGNESE, MARCELLO DA RE, GIACOMO BASSO.
"Toni del pes"
Toni del pes, all'anagrafe Antonio Mucignat, ultimo di sette fratelli nacque il 26 agosto1915 a Fiume Veneto. Proveniente da una famiglia di mezzadri passò la sua giovinezza tra le Fratte e Azzano Decimo.
Negli anni quaranta conobbe e sposò Anna Pegorer trasferendosi così a Poincicco nel 1946 anno in cui nacque anche la prima figlia Ivana.
Nel 1947 partì, in cerca di lavoro, per il Belgio seguito successivamente dalla famiglia.
Toni trovò occupazione in fonderia quando in seguito ad un brutto infortunio perse il piede sinistro e fu costretto a rientrare in Italia nel 1954. Negli 1956 ebbe anche la seconda figlia Cornelia.
Per sostentare la famiglia fece molteplici lavori, come la maggior parte della popolazione. Nel 1956 ottenne la licenza di pescivendolo, da qui il nome di "Toni del pes", mestiere che esercitò fino al 1963. Ogni giorno si alzava presto la mattina e si recava con la sua bicicletta, munita di un grande cesto sul manubrio, a Borgomeduna dove acquistava il pesce che poi rivendeva casa per casa a Poincicco e nei paesi vicini (Cimpello, Bannia, Fiume Veneto etc.).
Toni aveva un hobby, impagliare le sedie, arte che aveva imparato dai fratelli e che esercitava fin da piccolo. Era proprio una passione la sua, visto che raccoglieva lo "strame" nei campi, lo essicava e lo lavorava a mano. Questa sua abilità, così semplice e genuina, era talmente richiesta e apprezzata che continuò ad esercitarla con successo fino al 2003. Con la sua morte, nel 2005, a Poincicco scomparve l'arte antica dell'impagliatore.
CENNI STORICI DI POINCICCO
Dalle notizie raccolte, risulta che nei primi decenni del secolo
scorso la popolazione di Poincicco fosse dedita in maniera pressochè
esclusiva all'agricoltura; nel regime di mezzadrìa, molte famiglie
venivano da altri paesi friulani e veneti e si stabilivano nel borgo,
chi per alcuni anni e chi stabilmente.
Non c'erano industrie e si rinvenivano solamente sparute attività
artigiane. Erano presenti due osterie: la prima, collocata sulla
statale all'altezza dell'odierno Bar alla Staffa, era gestita dalla
famiglia Canzian e serviva soprattutto i viaggiatori che transitavano
lungo la Pontebbana; la seconda, della famiglia Masat, funzionava
anche da spaccio alimentare e di articoli di prima necessità, si
rivolgeva prevalentemente all'utenza locale e si trovava in un
fabbricato di via Pescincanna - ancor oggi esistente, benchè chiuso e
cadente - all'angolo di via Ferrovia; da lì, negli anni sessanta, il
bar si è poi trasferito nella sede attuale sulla ss 13 ("bar
Corallo").E' segnalata poi una macelleria "storica" in località Policreta,
esistente prima della seconda guerra mondiale, ma di cui ignoriamo
l'anno di fondazione. Pare che fosse molto rinomata, al punto da
riuscire a lavorare in una comunità agricola dove la carne veniva
prevalentemente prodotta in casa.
Questo è tutto ciò che la memoria degli anziani è riuscita a ripescare